La Torah ci comanda di non intraprendere melakha durante lo Shabbat. Tuttavia sono consentite attività non creative. Come determiniamo cosa la Torah considera creativa? Esaminiamo quali attività erano necessarie per la costruzione e il funzionamento del Tabernacolo, il predecessore del Tempio. Queste sono considerate creative e non possono essere svolte durante lo Shabbat, mentre tutto il resto può essere fatto. Collegare melakha al Tabernacolo trasmette un’idea profonda. Lo scopo dell’umanità, creata a immagine di Dio, è migliorare e trasformare il mondo in un tabernacolo per ospitare la Presenza Divina. Per realizzare questo sarà necessario costruire una struttura fisica in cui la Presenza Divina possa manifestarsi. Fede, Torah e benedizione si diffonderanno da lì al mondo intero, finché non sarà un tabernacolo di valori divini. Ogni lavoro, che sia nei campi o nelle fabbriche, che sia commerciale, di ricerca scientifica o nelle arti, sarà intrapreso per il bene del mondo e per avvicinarlo alla gentilezza, alla verità, alla giustizia e alla compassione. Questa visione può essere riassunta dicendo che le melakhot necessarie per il Tabernacolo sono le stesse necessarie per migliorare il mondo. Eppure, nonostante il loro grande valore, ci viene comandato di desistere da esse durante lo Shabbat, per apprezzarne il significato interiore. Dio creò il mondo in sei giorni e cessò il settimo, e il Suo riposo infuse i sei giorni feriali di significato interiore. Allo stesso modo, agli ebrei è comandato di cessare ogni melakha durante lo Shabbat, così saranno in grado di comprendere e trovare un significato in ogni melakha in cui si impegnano durante la settimana.