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È consentito distruggere a scopo di lucro

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È consentito distruggere a scopo di lucro

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Quando la distruzione avviene per una ragione importante, non è considerata distruzione e non viene vietata. Ad esempio, quando il mercato è saturo di frutta a buon prezzo, è consentito distruggere alcuni dei frutti che crescono nei campi, in modo che sia redditizio raccogliere quelli rimanenti e venderli. Inoltre, è una mitzvah rompere un bicchiere sotto il baldacchino, per ricordare durante la gioia il dolore per la distruzione del tempio. Per coloro che hanno perso un proprio caro, al momento della sepoltura hanno l’obbligo di lacerarsi le vesti, ciò è quindi permesso, così facendo onorano il defunto e lo piangano. È vero però che alle persone in lutto non è permesso stracciare troppo i vestiti, per il divieto di “non distruggere”. È consentito a chi possiede un indumento usato o un mobile usato decidere di non volerlo più, buttarlo e comprarne uno nuovo, questo è permesso anche se è ancora utilizzabile. Una persona non deve essere schiava dei suoi vestiti e dei suoi mobili, perciò se non gli utilizza più, gli è permesso di comprarne altri al loro posto. Ma se sono ancora in buono stato, c’è l’obbligo di trovare delle persone che ne possano ancora godere. Se questi oggetti vengono donati ai poveri si adempie anche al precetto della carità. Anche se il valore del tempo per trovare delle persone che ne hanno bisogno è maggiore del valore degli oggetti dismessi, è un’opera di misericordia e non una mitzvah.

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