Riassumiamo la storia delle mitzvot il cui status dipende dalla presenza ebraica in Terra d’Israele. Dopo quarant’anni nel deserto, gli ebrei adempirono alla mitzvà di conquistare la Terra. Dopo aver diviso la Terra tra le dodici tribù nel 2503 (1258 a.e.v), divennero obbligati a rispettare tutte le mitzvot agricole, inclusa la decima, l’anno sabbatico e il Giubileo. Tuttavia, ci vollero molti anni perché gli ebrei completassero la conquista e si stabilissero nel Paese. Nel frattempo non esistevano né il Tempio né il sistema giudiziario. Invece il Tabernacolo era a Sciloh, e vari giudici guidavano il popolo per brevi periodi di tempo. Dopo circa quattrocento anni, Samuele il Profeta divenne il giudice. Come risultato delle sue attività, fu istituito il sistema giudiziario e gli ebrei iniziarono ad adempiere alla mitzvà di istituire un governo. Non molto tempo dopo fu inaugurata la dinastia davidica. Il figlio di Davide, re Salomone, adempì la mitzvà di costruire il Tempio nel 2929 (832 a.e.v) Il Primo Tempio rimase in piedi per 410 anni prima che i Babilonesi lo distruggessero. A seguito della distruzione del Primo Tempio e dell’esilio del popolo ebraico, le mitzvot delle decime, l’anno sabbatico e il Giubileo non poterono più essere osservati. Dopo settant’anni di esilio a Babilonia, gli ebrei iniziarono il processo di ritorno alla Terra e di costruzione del Secondo Tempio. Istituirono la Grande Assemblea, un’alta corte di 120 Saggi, con a capo Esdra lo Scriba. Gli Uomini della Grande Assemblea stabilirono i testi delle benedizioni e dei servizi di preghiera, ristabilirono il sistema giudiziario e ripristinarono gli obblighi della decima, dell’anno sabbatico e dell’Hallà. Tuttavia, poiché la maggior parte degli ebrei rimase in esilio, queste mitzvot erano vincolanti solo dal punto di vista rabbinico, come lo è ancora oggi.