Questa festività riceve nella Torah due nomi, che corrispondono ai suoi due significati: “Festa delle Matzot”, che allude alla rivelazione della fede, poiché con l’uscita dall’Egitto si manifestò la Provvidenza di Dio nel mondo nel modo più palpabile possibile. Questa è la finalità della matzà: ricordare la fede. La festività di Pesach si collega alla singolarità del popolo di Israele, poiché in tutte le piaghe emerse la differenza tra Israele e gli egiziani, i quali furono colpiti dalle calamità mentre i figli di Israele furono salvati. Questa è la finalità del Korban Pesach (sacrificio pasquale): ricordare la singolarità di Israele, dato che, per suo tramite, quando Dio colpì i primogeniti egiziani, saltò (“pasach”) le case degli israeliti. Questi due principi, la fede e Israele, sono intimamente legati tra loro e dipendono l’uno dall’altro, poiché il popolo di Israele non riceve benedizione senza la fede, e la fede nell’Unicità di Dio non si manifesta nel mondo senza Israele. La festività di Pesach è chiamata dai Saggi anche “Festa della Libertà” (chag Hacherut), poiché con l’uscita dall’Egitto i figli di Israele si liberarono su due livelli: la libertà dalla schiavitù concreta agli egiziani e la libertà dal dominio della cultura egiziana, che soggiogava la persona ai suoi istinti. Per il merito dell’uscita dall’Egitto, il popolo di Israele poté ricevere la Torah, poiché attraverso la sua guida la persona può liberarsi dalle passioni che lo dominano ed essere veramente libera.