Un datore di lavoro ha il divieto di trattenere il salario di un dipendente o di un appaltatore. Oltre a derubare il lavoratore, ciò rappresenta un attacco al valore stesso del lavoro, poiché il lavoratore attende la sua paga e, grazie a essa, lavora con diligenza. Se però non è certo di ricevere il compenso, gli sarà difficile impegnarsi con zelo ed efficienza. È inoltre proibito ritardare il pagamento dei salari. Questo significa che posticipare il versamento della retribuzione è vietato, per cui, se si è concordato che il pagamento avvenga nello stesso giorno in cui è stata svolta la prestazione lavorativa, l’importo deve essere corrisposto entro quella giornata. Se non vi è il consenso del lavoratore, è vietato persino posticipare il pagamento alla sera dello stesso giorno, come è detto: “Non opprimere il tuo prossimo e non rapire, non trattenere presso di te per tutta la notte, fino al mattino, il compenso per il lavoro che il mercenario avrà fatto presso di te” e “Nel giorno stesso gli darai la sua mercede, prima che tramonti il sole, perché egli è povero ed in quella mercede egli ripone ogni sua speranza, in modo che egli non imprechi contro di te mentre vi è in te un peccato” (Levitico 19:13; Deuteronomio 24:15).