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Forma della preghiera: nascita del Siddur

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Forma della preghiera: nascita del Siddur

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In principio i maestri e i saggi non avevano stabilito un ordine fisso per la preghiera e per le benedizioni. I pii e i giusti pregavano e benedicevano con cognizione di causa, ma il resto del popolo si poneva verso Dio con preghiere e benedizioni non strutturate, perché si credeva molto importante che ogni persona pregasse e benedisse nella propria lingua con parole che uscivano dal suo cuore. Nonostante ciò, il popolo continuava ad allontanarsi da Dio, e ci fu in Israele un incremento di reati gravi come l’idolatria, l’incesto e lo spargimento di sangue. Si arrivò successivamente alla distruzione del Primo Tempio e all’esilio di Israele. Quando venne ricostruito il Secondo Tempio, fu creato un grande tribunale chiamato “Grande Assemblea”, costituita da saggi e profeti, che stabilì i fondamenti per la liturgia con un formulario di preghiera e delle benedizioni (siddur), che esprimevano i valori della Torah in modo ordinato e istituzionalizzato nella vita di tutti i giorni, avvicinando così le persone all’adorazione di Dio e tenendole lontane dai peccati. Prima dell’introduzione del siddur la persona tendeva a pregare per le cose che le stavano a cuore, senza stabilire un collegamento con le esigenze della comunità. Nel siddur troviamo invece tutte le richieste generali e private che possono essere poste; il fedele bilancia le sue aspirazioni e si unisce ai desideri generali della nazione.

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