Leggendo lo Shemà, accettiamo il giogo del Regno dei Cieli e il comandamento di recitare lo Shemà ogni mattina e sera. Per le donne non è obbligatorio, ma vista la sua importanza, molte donne recitano almeno il primo versetto. Seguirà una spiegazione valida sia per gli uomini sia per le donne.
Nel primo versetto: “Ascolta Israele, il Signore è nostro Dio, il Signore è Uno”, apprendiamo il fondamento dell’ebraismo, l’unità, che Dio, benedetto sia Lui, è il Signore di tutti, e non c’è potere nel mondo separato da Lui. E anche se sembra che ci siano forze diverse e separate nel mondo, l’Unico Dio le anima tutte e non ce n’è nessuno al di fuori di Lui. Ecco come dovrebbero essere dirette le parole del primo brano: ‘Ascolta Israele’ – un comandamento al popolo d’Israele, che fu creato per rivelare la fede nell’unicità di Dio nel mondo, affinché possano accettare il giogo del regno di Dio su di loro. ‘Il Signore ‘Adoni’ – Signore di tutto, era presente e lo sarà. ‘Il nostro Dio’ – che è forte, ha la capacità e ha tutti i poteri ed è il sovrano su di noi. ‘Uno’ che è l’unico sovrano in tutto il mondo, in cielo e in terra e in tutte le direzioni del mondo. Per stimolare l’intenzione è consuetudine leggere ad alta voce il primo versetto, ed è prassi coprirsi gli occhi, per non guardare nient’altro che possa interferire con l’intenzione. Immediatamente dopo il primo versetto, i saggi lo corressero dicendo: “Benedetto il Nome della gloria del Suo regno, per sempre e in eterno”, e poiché questa frase non è detta nel brano dello ‘Shemà’ nella Torah, i saggi indicarono di dirla sottovoce. Nonostante la sua grande importanza, è considerata una continuazione per ricevere il giogo del Regno dei Cieli trattato nel primo versetto.