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Divieto di idolatria

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Divieto di idolatria

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È severamente vietato praticare idolatria e si ritiene che chiunque pratica idolatria abbia trasgredito l’intera Torah e si sia allontanato dal popolo ebraico. Incluso in questo divieto sono l’inchino e il sacrificio a un idolo, l’accensione dell’incenso davanti ad esso e il versamento di libagioni di vino per esso. È inoltre severamente vietato seguire le modalità di culto specifiche di qualsiasi setta idolatra (come lanciare una pietra sul mucchio consacrato a Mercurio o defecare davanti a Ba’al Pe’or). È vietato scolpire un idolo per qualcun altro o partecipare alla costruzione di un tempio per l’idolatria. Ciò include trarre vantaggio in qualsiasi modo dagli oggetti utilizzati nel culto degli idoli o dalla loro vendita. Un ebreo in possesso di un idolo o di qualsiasi attrezzo usato nell’idolatria, non può venderlo, fonderlo o farne uso in alcun modo; piuttosto, deve essere distrutto. Solo se un non ebreo aveva già annullato l’identità di un idolo rompendolo, un ebreo può utilizzare i pezzi rotti. A Israele viene comandato di liberare dall’idolatria la Terra d’Israele, di distruggere gli idoli e demolire I loro altari, come è detto: “Voi distruggerete tutti quei luoghi dei quali verrete in possesso, che i pagani destinarono al culto dei loro dèi sugli alti monti,sulle colline e sotto gli alberi frondosi. Castagno. Abbatterete i loro altari, spezzerete le loro stele, e le loro asceroth darete alle fiamme, le immagini dei loro dèi farete a pezzi e farete sparire il loro nome da quel luogo. Non farete similmente con il Signore vostro Dio, perché soltanto nel luogo che il Signore vostro Dio sceglierà fra tutte le vostre tribù per collocarvi il suo Santuario, là, nella Sua residenza lo ricercherete e là andrete (…) Quando il Signore tuo Dio avrà distrutto davanti a te le nazioni che tu ti accingi a conquistare, e le avrai conquistate e ti sarai insediato nel loro paese, guardati bene dall’inciampare, seguendo i loro errori (…) domandando: “Come prestavano culto queste nazioni….Io stesso voglio fare come loro (…) essi hanno fatto per i loro déi ogni sorta d’azioni abominevoli che il Signore odia; infatti hanno arso nel fuoco per i loro déi perfino i loro figli e le loro figlie” (Deuteronomio 12:2-31). Questa mitzvà non si applica oggi alle chiese e alle moschee in Israele, perché sebbene contengano un elemento idolatrico, non c’è paragone con l’abominevole idolatria dei tempi antichi, purché i credenti siano buoni cittadini e non sostengano l’omicidio e altri mali. È vietato giurare in nome dell’idolatria o indurre altri a farlo. Non solo è vietato entrare in un luogo dove si adorano idoli, ma è vietato osservare l’idolatria, leggerne o interessarsi ad essa. Tali attività sono consentite solo quando necessarie per lo studio della Torah, per insegnare alle persone a distinguere tra verità e menzogna.

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